Delle scarpe premonitrici

Di Ricardo Orozco ©2026

In questa emozionante e rilassata fotografia vediamo il Dr. Bach con sua moglie Kitty Light e con sua figlia Evelyn, più conosciuta con il soprannome di “Bobbie”. Kitty veste di nero perché è in lutto per la morte di suo padre (avvenuta nel 1918), perciò la nostra amica Amparo Treig pensa che la fotografia possa risalire al 1919.

Se guardiamo nell’angolo inferiore sinistro vediamo due scarpe dello stesso Bach. Questo non ha nulla di particolare per un osservatore qualsiasi, ma per noi si.

Nora Weeks racconta un aneddoto molto significativo, le cui protagoniste sono proprio le scarpe!

Nel 1930 Bach attraversa una forte crisi esistenziale, rendendosi conto che la sua brillante carriera del momento — medico prestigioso, con un laboratorio proprio in una zona privilegiata e uno studio ad Harley Street, la strada dei medici famosi — non è ciò che desidera davvero, o ciò che la sua anima gli indica.

Decide allora di dare una svolta radicale alla propria vita. Vende il suo laboratorio, brucia i suoi lavori scientifici e decide di partire in treno per il Galles, terra celtica verso la quale prova una grande attrazione e dove si è recato numerose volte. Ma questa decisione, sempre secondo la sua biografa Nora Weeks, fu carica di incertezze, timori e di una grande instabilità da parte sua.

Bach aveva già iniziato a fare ricerche sui fiori e infatti aveva preparato i primi tre (Impatiens, Mimulus e Clematis) nel 1928 mediante il metodo omeopatico della triturazione di parti della pianta.

Dr. Edward Bach, su esposa Kitty y la hija de ambos, Evelyn (Bobbie)

Sa di dover fare qualcosa di trascendente con le piante, ma non possiede ancora esattamente “la tabella di marcia” o la mappa del come. Tuttavia sa, come scrive lui stesso, che Dio ha posto in ciascuno di noi un laboratorio molto più perfetto di qualsiasi laboratorio fisico.

Così il 1930 rappresenta in gran parte la “morte” del Bach scienziato e il consolidamento del Bach “sensitivo”. Un cambiamento duro, se pensiamo che l’essenza che potrebbe realmente aiutarlo in questo passaggio sarà preparata da lui soltanto nel 1935: Walnut.

Ed è ora il momento delle scarpe. Nora Weeks racconta che, non sapendo quanto tempo sarebbe rimasto in Galles né se sarebbe tornato presto, Bach pensò di lasciare parte dei suoi averi a Londra e di portare con sé alcune valigie in Galles. Tra le cose che avrebbe dovuto lasciare a Londra c’erano alcune paia di scarpe, mentre tra ciò che avrebbe dovuto portare con sé vi era una valigia con mortai e pestelli, poiché questi erano gli strumenti che aveva utilizzato per preparare i primi fiori.

Ma qui si verifica una bellissima e significativa sincronicità (fenomeno descritto da Carl Gustav Jung), quelle “casualità” così significative per chi le vive da illuminare il momento e risultare troppo trascendenti per essere semplici coincidenze. Quando arriva in Galles e controlla il suo bagaglio, si accorge di aver dimenticato i mortai e di aver portato con sé le scarpe.

Daremmo qualsiasi cosa per vedere l’espressione di stupore sul volto di Bach e ancor più per conoscere i suoi sentimenti in quel momento. Ma il fatto è che da allora in poi non preparerà più alcuna essenza con il metodo omeopatico della triturazione nel mortaio e le prime 19 saranno elaborate mediante il metodo della solarizzazione. Camminando, camminando e ancora camminando, per cui le scarpe si riveleranno uno strumento molto utile. Non sarà l’unica sincronicità a verificarsi, ma questo è già argomento per altri articoli.